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Le processionarie
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Per malattie
delle piante di particolare gravità il Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali impone precisi
provvedimenti. Con il D.M. 17 aprile 1998 sono state
definite le "Disposizioni sulla lotta obbligatoria
contro la processionaria del pino - Traumatocampa
pityocampa".
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Descrizione
Scientificamente detta Traumatocampa pitycampa, appartiene alla
specie Lepidotteri, insetti noti soprattutto per le farfalle.
Dove si
trovano
Le larve della processionaria si alimentano a spese dei pini,
dove si possono trovare in presenza anche massiccia, e quando si
presentano condizioni climatiche favorevoli (inverni miti) si
possono avere delle vere e proprie infestazioni.
Il ciclo
vitale
Lo sviluppo di questi insetti si distingue in 4 fasi: uovo,
larva, crisalide, adulto (farfalla).
Le uova sono deposte dalla femmina adulta attorno agli aghi del pino
e l’incubazione dura circa 1 mese.
Dalle uova si sviluppano le larve, comunemente chiamate buchi, che
hanno 5 stadi di sviluppo.
Le larve appena sgusciate tessono una ragnatela per formare il nido
estivo. In autunno le larve si uniscono alle altre colonie e formano
un nido compatto e resistente, il cosiddetto nido d’inverno,
costruito nella zona più soleggiata della pianta.
Le larve mature da fine febbraio ad aprile, periodo che può variare
a seconda delle condizioni ambientali, , abbandonano la pianta in
“processione”, alla ricerca di un luogo adatto per penetrare nel
suolo.
Le crisalidi possono rimanere nel terreno per un periodo variabile,
che può durare anche anni.
Dalle crisalidi, con un processo che generalmente avviene nei mesi
estivi, nascono le farfalle, che hanno abitudine notturna e, non
avendo organi predisposti alla nutrizione, hanno un ciclo vitale di
1 o 2 giorni.
Come
si riconoscono le larve
Possono raggiungere nella fase più matura i 4 cm di lunghezza, hanno
capo nero, corpo con colorazione grigiastra e peli urticanti rossi.
Le larve si spostano sui pini o sul terreno, formando
caratteristiche colonie formate da un’unica fila.
Le caratteristiche più evidenti sono:
1. potenti mandibole, con le quali asportano parti verdi delle
piante (da cui fitofagi o defogliatori);
2. peli urticanti, a forma di piccoli arpioni provvisti di punte
laterali, che hanno effetti dannosi per l’uomo o più in generale per
gli animali a sangue caldo.
Aspetti sanitari
Gli aspetti medico-sanitari sono dovuti ai peli urticanti, presenti
nelle larve.
L’azione dei peli urticanti è dovuta alla combinazione di:
1. fattore fisico, dovuto alla particolare conformazione;
2. fattore chimico di una proteina solubile, che viene liberata al
momento della rottura del pelo.
Essi, date le loro piccole dimensioni, possono essere veicolati dal
vento e quindi essere inalati per via respiratoria o penetrare in
profondità negli occhi.
Gli effetti patologici sono: dermatosi, allergie e danni agli organi
di senso nell’uomo, e in generale in tutti gli animali a sangue
caldo.
Precauzioni da adottare
Occorre adottare precauzioni minime, quali:
1. evitare di sostare sotto piante infestate;
2. non avvicinarsi alle larve, quando si vedono le lunghe
processioni sui tronchi e sul terreno;
3. non avvicinarsi ai nidi, anche se vuoti, perché contengono
ugualmente peli urticanti;
4. non tentare di uccidere i “bruchi”: è pericoloso cercare di
raccogliere o uccidere le larve con mezzi non idonei.
La
lotta alle processionarie con il Sicofante
Nome
comune:
Sicofante. Nome scientifico: Calosoma sycophantha.
Famiglia: Scarabeidi. Ordine: Coleotteri.
Caratteristiche
Chiamato anche "cacciatore di bruchi", questo scarabeo dagli
smaglianti colori è uno dei più spietati uccisori del mondo animale.
Osservate le sue tenaglie che mandano bagliori d'acciaio sulla
fronte: sono tra le più temibili della famiglia dei coleotteri! In
un attimo fanno a pezzi qualsiasi insetto.
Alimentazione
Farfalle, grilli, bruchi (in particolare le "processionarie"). In
una sola estate uno scarabeo divora una media di 450 "
processionarie " .Queste distruttrici di alberi formano delle vere e
proprie catene viventi lungo i rami. Una dopo l'altra finiscono
nelle fauci del sicofante in agguato, dall'insaziabile appetito.
Il sicofante mangia solo il morbido interno dei bruchi, scartandone
la pelle vuota; questo avviene anche per i grilli e altri grossi
insetti che vengono rapidamente "svuotati" dalle affilate tenaglie e
dalla voracissima bocca del predone. Spesso questi scarabei
attaccano in coppia le "processionarie" intente a passeggiare in
fila indiana alla ricerca di foglie saporite. Nessuna di queste
troverà scampo!
Abitudini di vita
Dalle
zone di montagna i Sicofanti sono stati portati nei giardini e nei
parchi di città per proteggere il fogliame delle querce e dei pini
dai bruchi e dalle farfalle nocive. Il Sicofante femmina è solito
deporre le uova vicino a una radice.
Riproduzione
Lo
scarabeo femmina depone le uova in piccole buche scavate vicino a un
radice. Sotto, in una cella, l'uovo si schiude e ne esce una larva
che diventerà poi crisalide, e, in poco tempo, somiglierà a un
sicofante adulto.
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